Nelle sue opere pittoriche, l’artista rappresenta prevalentemente il rapporto dell’ uomo con la natura, che viene colta nei suoi elementi di colori e luci sotto forma di pixel. Questi, aggregandosi e dissociandosi, compongono la materia. La veridicità pittorica del segno primitivo e sferzante ondata colorata della natura inquadrano il suo operato artistico nella sfera più poetica del fare arte.


Nel ciclo pittorico “GRAFFITI“, l’artista,attraverso il simbolismo ed il segno dell’arte preistorica in Italia lasciati dall’uomo in grotte, ripari, rocce, guarda verso il futuro,forse non lontano, quando l’uomo distruggerà l’attuale civiltà e ritornerà alle caverne e alla caccia in una natura primaria e potente. Allora in quel contesto, l’attuale civiltà sarà l’archeologia del futuro ed apparirà con segni evidenti in una civiltà cavernicola, dove l’uomo non avrà ricordo di quella attuale. Saranno, così, attuali riti Tribali e propiziatori alle forze della natura come pure lotte e guerre in una civiltà che incomincia di nuovo il suo ciclo.


L’esperienza artistica del graffitismo simbolico già praticata nel ciclo pittorico ”Graffiti-Archeologia del futuro”, trova un’equilibrata sistemazione nelle Metope. Secondo l’uso classico di raffigurare nelle metope cicli compiuti di tema mitologico, si pensi alle metope del Partenone di Atene, nell’attuale opera l’artista raffigura una serie di scene del paesaggio sannitico rivisitando i temi della storia-mito del popolo sannita (I metope, streghe al noce; III metope, battaglia di Pirro; XVII metope, rito divinatorio; XVIII metope,Forche Caudine;XIV-XX-XXIV metope, scene di caccia e vita agreste). Si susseguono infatti, le rappresentazioni delle principali opere della civiltà sannita in un ciclo di 31 metope che comprendono le costruzioni delle diverse epoche storico-archeologiche del Sannio. Le ambientazioni sono quelle di una natura rigogliosa che mostra il suo profondo senso idillico in un tripudio di luci e colori che sembra riportare all’età dell’oro (XV metope, San Biagio, scena agreste di aratura;XXVII metope, Maddaloni, scena di caccia). Nello scenario di questo Eden, dove domina la presenza di animali preistorici e fantastici, in una natura incontaminata e rinnovata, la comparsa dell’uomo è ridotta a scene di battaglie campestri, di vita agreste e pastorale e soprattutto alle sue opere architettoniche, quelle costruite in pietra e cioè con gli stessi materiali della natura che non si lasciano deteriorare dal flusso continuo del tempo. L’impressione è quella di un mondo in un futuro remoto, in cui la civiltà umana permane attraverso tracce che costituiranno i reperti archeologici del futuro. L’uomo, giunto al livello massimo di razionalità e civiltà, cerca faticosamente di mantenere l’equilibrio dell’umanità. Questo equilibrio però è destinato ad esplodere e a portare a una rovinosa caduta nella ferinità primigenia e solo da questo punto il ciclo naturale potrà riprendere dall’inizio. Vediamo dunque l’uomo cacciatore e guerriero preistorico che ormai ha smarrito la consapevolezza del suo passato e opera attraverso la non coscienza. L’opera, dunque, evoca il concetto vichiano dei “corsi e ricorsi”: un incessante ciclo ritornante in cui la natura novatrix (Ovidio,Metamorfosi) ridona un nuovo aspetto al mondo. Marina Combatti

L’OPERA
L’opera costituita da 31 metope si presenta sotto forma di una striscia continua di fumetto. La continuità è data da due strisce di pixel colorate che incorniciano un unico paesaggio di fondo, dove ogni evento è delimitato da una metope. Le storie vengono raccontate con la tecnica del graffitismo cavernicolo e simbolico e, a differenza dei graffiti urbani, che rappresentano l’attuale condizione umana, questo tipo di graffitismo proietta l’uomo negli eventi simbolici che forse popoleranno la nostra civiltà futura.


Nelle opere COLLAGE a tecnica mista, l’artista Fioravante Cecere si avvale di paesaggi fotografati o di elementi presi dai media, nonché di foto ricordo di familiari, di luoghi cari e di viaggi(IPERREALISMO) Questi elementi entrano nella tela,dove trovano rifugio e dinamismo,dando vita a un mondo attraente e colorato. L’obiettivo dell’artista è di suscitare nell’osservatore serenità e gioia di vivere in un mondo troppo spesso alimentato da paura e terrore. Il suo è un bisogno metafisico, il cui intento è di collocare la realtà in una suggestione magica. Il mondo reale viene arricchito, di volta in volta, di elementi primitivi o surreali, di nuove informazioni ed emozioni che portano a un distacco dalla realtà, come in una favola. Le opere sono sempre racchiuse in una cornice di colori suggestivi e rasserenanti. (PIXEL).


Nelle opere COLLAGE a tecnica mista, l’artista Fioravante Cecere si avvale di paesaggi fotografati o di elementi presi dai media, nonché di foto ricordo di familiari, di luoghi cari e di viaggi(IPERREALISMO) Questi elementi entrano nella tela,dove trovano rifugio e dinamismo,dando vita a un mondo attraente e colorato. L’obiettivo dell’artista è di suscitare nell’osservatore serenità e gioia di vivere in un mondo troppo spesso alimentato da paura e terrore. Il suo è un bisogno metafisico, il cui intento è di collocare la realtà in una suggestione magica. Il mondo reale viene arricchito, di volta in volta, di elementi primitivi o surreali, di nuove informazioni ed emozioni che portano a un distacco dalla realtà, come in una favola. Le opere sono sempre racchiuse in una cornice di colori suggestivi e rasserenanti. (PIXEL).


Nelle opere COLLAGE a tecnica mista, l’artista Fioravante Cecere si avvale di paesaggi fotografati o di elementi presi dai media, nonché di foto ricordo di familiari, di luoghi cari e di viaggi(IPERREALISMO) Questi elementi entrano nella tela,dove trovano rifugio e dinamismo,dando vita a un mondo attraente e colorato. L’obiettivo dell’artista è di suscitare nell’osservatore serenità e gioia di vivere in un mondo troppo spesso alimentato da paura e terrore. Il suo è un bisogno metafisico, il cui intento è di collocare la realtà in una suggestione magica. Il mondo reale viene arricchito, di volta in volta, di elementi primitivi o surreali, di nuove informazioni ed emozioni che portano a un distacco dalla realtà, come in una favola. Le opere sono sempre racchiuse in una cornice di colori suggestivi e rasserenanti. (PIXEL).


Nelle opere COLLAGE a tecnica mista, l’artista Fioravante Cecere si avvale di paesaggi fotografati o di elementi presi dai media, nonché di foto ricordo di familiari, di luoghi cari e di viaggi(IPERREALISMO) Questi elementi entrano nella tela,dove trovano rifugio e dinamismo,dando vita a un mondo attraente e colorato. L’obiettivo dell’artista è di suscitare nell’osservatore serenità e gioia di vivere in un mondo troppo spesso alimentato da paura e terrore. Il suo è un bisogno metafisico, il cui intento è di collocare la realtà in una suggestione magica. Il mondo reale viene arricchito, di volta in volta, di elementi primitivi o surreali, di nuove informazioni ed emozioni che portano a un distacco dalla realtà, come in una favola. Le opere sono sempre racchiuse in una cornice di colori suggestivi e rasserenanti. (PIXEL).


Nelle opere COLLAGE a tecnica mista, l’artista Fioravante Cecere si avvale di paesaggi fotografati o di elementi presi dai media, nonché di foto ricordo di familiari, di luoghi cari e di viaggi(IPERREALISMO) Questi elementi entrano nella tela,dove trovano rifugio e dinamismo,dando vita a un mondo attraente e colorato. L’obiettivo dell’artista è di suscitare nell’osservatore serenità e gioia di vivere in un mondo troppo spesso alimentato da paura e terrore. Il suo è un bisogno metafisico, il cui intento è di collocare la realtà in una suggestione magica. Il mondo reale viene arricchito, di volta in volta, di elementi primitivi o surreali, di nuove informazioni ed emozioni che portano a un distacco dalla realtà, come in una favola. Le opere sono sempre racchiuse in una cornice di colori suggestivi e rasserenanti. (PIXEL).


Nelle opere graffiti su pietra, l’artista usa pietre per lo più naturali sulle quali traccia con graffiti simboli o immagini primordiali. L’ opera assume cosi un sapore di frammento di reperto archeologico, tradito ogni tanto da un racconto di cose e situazioni attuali.


Le opere MURALES realizzate dall’ artista con tecnica murales, sono di stile NAIF. Sono state realizzate sulle pareti di un appartamento di proprietà dell’autore site in Castellabate (SA). Sono immaginate come delle aperture nel muro che fanno intravvedere il paesaggio circostante. Il paesaggio in prospettiva è quello attuale ma viene arricchito di elementi fantastici che l’autore immaginando avrebbe voluto che ci fossero. Tutta l’opera diventa così fantastica e irreale.